Al G20 senza risultati l’Italia si ritrova “commissariata” dall’Fmi
La prossima settimana la Commissione europea invierà una missione in Italia per monitorare l’attuazione delle misure su rigore e crescita annunciate dal governo. Tempo tre settimane e i rappresentanti di Bruxelles non saranno i soli con il compito di supervisionare Roma; entro fine novembre saranno affiancati da ispettori del Fondo monetario internazionale. In nessuno dei due casi si tratta di un “commissariamento esterno” dell’Italia, dice il governo, eppure è innegabile un’ambivalenza di questa nuova fase della gestione della crisi economica.
16 AGO 20

La prossima settimana la Commissione europea invierà una missione in Italia per monitorare l’attuazione delle misure su rigore e crescita annunciate dal governo. Tempo tre settimane e i rappresentanti di Bruxelles non saranno i soli con il compito di supervisionare Roma; entro fine novembre saranno affiancati da ispettori del Fondo monetario internazionale. In nessuno dei due casi si tratta di un “commissariamento esterno” dell’Italia, dice il governo, eppure è innegabile un’ambivalenza di questa nuova fase della gestione della crisi economica, con il coinvolgimento diretto e in loco delle organizzazioni internazionali. Durante il G20 di Cannes, infatti, sotto intensa pressione, il premier Silvio Berlusconi ha richiesto un monitoraggio trimestrale del Fmi (“sorveglianza rafforzata”, in gergo tecnico) sull’avanzamento delle riforme. Ma non c’è “nessuna limitazione di sovranità”, ha precisato il Cav.: “E’ una società di certificazione esterna che noi utilizziamo per far conoscere pubblicamente e con autorevolezza i nostri risultati”. La francese Christine Lagarde, direttore generale del Fmi, ha da parte sua smentito di aver offerto fondi all’Italia – fondi che necessariamente sarebbero stati legati a vere e proprie “condizioni” poste da Washington – salvo poi dichiarare: “Il problema dell’Italia è la mancanza di credibilità”. E’ essenzialmente la stessa tesi circolata nelle 48 ore al G20. Ovvero non è tanto questione di quali misure servano per rilanciare la crescita e tranquillizzare i mercati. Queste sono note anche alle autorità politiche. Ma non è detto ci sia la capacità di renderle operative. E’ di fatto la linea sposata pubblicamente ieri dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: “L’Italia non può dare segni di scarsa determinazione e affidabilità. Questo è stato, mi pare, il segno positivo delle conclusioni di Cannes”. La presenza di Ue e Fmi in Italia – spiegano gli analisti – in questa fase dovrebbe servire per aumentare la pressione su tutte le forze politiche, magari già in vista del voto di martedì 15 sulla Legge di stabilità. Ma è pur vero, si dice in ambienti del Fmi, che questo passo formare certifica che ancora nulla è perduto, ma il paese è a un passo dall’avvitamento.